Nella scelta di una bicicletta, qualsiasi essa sia, troppo spesso non si tiene in debito conto l’importanza fondamentale della sella. Tale affermazione è tanto più vera quando si tratti di una MTB. Di norma, la sella viene scelta sulla base di considerazioni puramente estetiche, quindi di gusto personale, in realtà dobbiamo invece pensare che stiamo parlando di uno dei cinque punti di contatto che il ciclista ha con la sua bici. Ma come scegliere la sella per MTB ideale?

Per quale tipo di bici?

Trovare la sella giusta non è assolutamente facile, dal momento che non esiste una sella che possa andare universalmente bene per ognuno di noi. Per orientarsi in modo corretto tra le tante offerte che possiamo trovare sul mercato, occorrono esperienza, tempo passato sulla bicicletta e quel minino di nozioni anatomiche in grado di fare la differenza.
Molti pensano, sbagliando, che sulla sella gravi tutto il peso del corpo. Non è così, perché la massa corporea del ciclista si scarica sulla sella, ma anche su gambe e braccia. Tra l’altro, non bisogna dimenticare che la posizione della sella rispetto al resto della bici, la sua altezza e il suo arretramento contribuiscono a definire la postura del ciclista, influendo sull’efficienza della pedalata e sull’affaticamento fisico. Ecco perché la scelta della sella ideale per MTB richiede anche di sapere su quale tipo di bici andrà montata. Anche se troviamo la sella “perfetta” per i nostri gusti, per esempio, non è detto che si adatti allo stesso modo a una trail bike e a una e-bike.

Le dimensioni contano (larga, media, stretta)

LA FORMA. Caratteristica è la forma affusolata. La parte centrale, che fa da appoggio, serve a sostenere il peso del bacino, mentre la parte anteriore, anche detta “becco”, ha la funzione di consentire alle gambe un movimento fluido durante la pedalata.

Dal punto di vista tecnico, la sella può essere suddivisa in tre parti principali:

  • Guide inferiori
  • Corpo sella
  • Rivestimento

Le guide inferiori servono a collegare la sella al reggisella, permettendone il corretto montaggio sulla bicicletta. Sono costituite da due tondini piegati, con la parte centrale orizzontale che consente la regolazione in avanti o indietro, quindi l’arretramento della sella. Quanto ai materiali, possono essere realizzate in alluminio, acciaio, titanio, fibra di carbonio. Più raramente in magnesio.
Il corpo della sella, di solito, è fatto di materiale termoplastico stampato, soprattutto nylon o altri materiali in grado di deformarsi e di assorbire gli urti. Il corpo della sella, infatti, deve deformarsi per adattarsi alle linee delle ossa ischiatiche e deve attenuare le vibrazioni che dalle ruote irradiano al telaio. Qui la forma è fondamentale e per scegliere fra una sella larga, media o stretta non basta affidarsi al comfort: la larghezza della sella, infatti, va definita in base alla larghezza delle ossa ischiatiche, cioè la parte inferiore del bacino. Maggiore è questa distanza, più larga dovrà essere la sella. Più strette sono, più stretta dovrà essere la sella. E no, non esistono selle “da uomo” e “da donna”: tutto dipende da questa misura.
Il rivestimento, invece, è la parte che entra a diretto contatto con il ciclista, di conseguenza deve essere leggero, flessibile e resistente. Dev’essere in grado, anche lui, di assorbire gli urti. Ipoallergenico e traspirante. Nella maggior parte dei casi vengono utilizzati schiumati a cellule chiuse, combinazioni di Lycra e altri materiali, cuoio e simil cuoio.

Il foro al centro delle selle da MTB a cosa serve?

Le forze che deve sopportare una sella adatta a questo tipo di bicicletta differiscono sostanzialmente da quelle che agiscono su una sella per bici da corsa o da cicloturismo. Per le Mountain Bike, di conseguenza, saranno necessarie guide inferiori più robuste, un design meno affusolato e inclinato verso il “becco” (per consentire al ciclista i cosiddetti “fuorisella”, ovvero di pedalare senza sedersi), un rivestimento maggiormente deformabile per garantire la riduzione delle vibrazioni ma anche un corretto assorbimento degli urti con il bacino.
Inoltre, nella funzionalità della sella entra in gioco anche il foro al centro, che ha un compito molto importante: ridurre il carico sulla zona genitale, riducendo i disagi e gli affaticamenti che l’esercizio prolungato può portare.

Soffice o dura? Come scegliere la sella per MTB ideale

Esistono selle con sospensioni, in cuoio, con canale centrale scavato, ma non ci fermeremo su queste distinzioni, dal momento che il comfort in sella è determinato sostanzialmente da due caratteristiche: durezza e forma.
Tutti noi siamo portati a pensare che una sella morbida sia più comoda di una dura. Purtroppo, non è necessariamente così, o lo è solo in apparenza, perché il nostro bacino è strutturato in modo che il sostegno del peso venga garantito dalle cosiddette “tuberosità ischiatiche”, ovvero le due parti inferiori dell’ischio (una delle tre ossa, insieme a ileo e pube che compongono l’anca). Queste tuberosità devono essere sostenute in modo adeguato. Selle troppo morbide, quindi, possono causare problemi posturali, soprattutto nelle lunghe percorrenze. Mentre una sella troppo rigida può danneggiare i muscoli della schiena.
Tornando alla larghezza, una sella troppo stretta farà scivolare le ossa verso l’esterno, causando compressione di perineo e genitali, con i problemi che ne conseguono. Ma anche una sella troppo larga potrà creare delle criticità: ad esempio ci costringerà ad allargare le gambe per non sfregare l’interno coscia sul becco. Inoltre, aumentando la superficie di contatto con il supporto, aumenterà anche la sudorazione. Insomma, anche nella scelta della taglia c’è un mix di parametri oggettivi e soggettivi.

Come trovare la sella giusta?

Dal momento che sono davvero molte le variabili che concorrono, la regola numero uno è… Buonsenso! In poche parole, fare qualche prova e portare pazienza. Ovviamente, non conviene discostarsi da una sella nata per la disciplina che vogliamo praticare. Una sella da cicloturismo non può in nessun caso essere montata su una bici da corsa o su una MTB. Quando fate la prova dal vostro negoziante di fiducia, è meglio indossare i vostri pantaloncini da ciclismo. Sedetevi sulla sella e ondeggiate il bacino per saggiarne durezza e forma. Simulate la pedalata per capire se la sella possa in qualche misura ostacolare il movimento delle gambe. “Saltellateci” sopra diverse volte, per capire che risposta dà agli urti e/o se avvertite contraccolpi alla schiena. Se state provando la sella direttamente su strada, cercate di pedalare senza mani, spostando tutto il peso del bacino per capire se la sella “tiene”, se le guide inferiori reggono il peso senza scricchiolii e se avvertite formicolio ai genitali.

Pro tip: la regolazione è il segreto per una sella perfetta!

Chi è abituato a percorre tanti chilometri in bici, sa bene che, come tutti i muscoli del nostro corpo, anche quelli del perineo, del pavimento pelvico e i glutei hanno bisogno di allenamento per sopportare gli sforzi e le sollecitazioni della sella. A volte, però, è fondamentale anche aggiustare altezza e inclinazione, anche di pochi centimetri o millimetri alla volta, per far passare una sella da “infernale” a “eccezionale”.
Trovare infatti la vecchia sella particolarmente scomoda è tipico di ciclisti che inforcano la bicicletta dopo lunghi periodi di inattività. Se è vero, come è vero, che esistono selle scomode, è altrettanto vero che una sella apparentemente scomoda è solo una sella che deve ancora “farsi”, o che deve essere ancore regolata finemente.
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