il piede dello sciatore
 | 

Il piede dello sciatore: come prendersene cura e minimizzare il dolore

Li usiamo per camminare, per correre, per saltare, ma soprattutto li usiamo per sciare. Attraverso i nostri piedi trasmettiamo al resto del corpo sensazioni indescrivibili durante una discesa. Per questo a noi sciatori spetta il (facile) compito di prendercene cura e minimizzare il dolore, soprattutto quando li esponiamo al freddo dell’alta montagna. Non ci è richiesto tanto, se non scegliere attrezzature confortevoli a prova di impermeabilità ed essere attenti a come trattiamo gli scarponi. Oggi però c’è ancora chi sottovaluta un concetto basico, cioè che finita una giornata di sci bisogna mettere al sicuro anche loro e non dimenticarceli magari in macchina o peggio ancora in garage. Ne abbiamo parlato con Stefano Macori, Bootfitter di Rossignol

Fai asciugare scafo, scarpetta e plantare 

Ci sono volte che nel momento in cui infiliamo gli scarponi ai piedi abbiamo come l’impressione di indossare dei veri mattoni di ghiaccio. Una sensazione terrificante che compromette l’intera giornata in pista. Il motivo? Probabilmente li abbiamo lasciati in un ambiente freddo. “Le plastiche degli scarponi per loro definizione lavorano sulle temperature, quindi la loro durezza varia in base all’ambiente: se lasciate al caldo saranno molto più flessibili e facili da mettere ai piedi, viceversa se lasciate al freddo saranno nettamente più rigidi”. Un processo fondamentale quindi consiste nel fare asciugare gli scarponi in maniera adeguata. Se ad esempio finiamo di sciare alle 5 di pomeriggio dobbiamo ricordarci di mettere gli scarponi vicino ad un termosifone, sempre a debita distanza. “Questo perché se troppo vicini ad una fonte di calore a temperatura elevata, le plastiche e tutte le lavorazioni dello scarpone ne risentono”.  È importante far asciugare bene tutte le componenti dello scarpone: non solo lo scafo, ma anche la scarpetta e il plantare, che altrimenti rischiano di trattenere l’umidità, che poi una volta in pista si trasforma in condensa e gelo ai piedi. “Gli step fondamentalmente sono tre: tirare fuori dallo scafo la scarpetta e il plantare ed avvicinarli ad una fonte di calore. Così la mattina seguente, una volta riassemblato, lo scarpone sarà completamente asciutto”.

Allenta i ganci durante le pause

Un altro consiglio per il piede dello sciatore è di aprire i ganci degli scarponi nelle pause tra una pista e l’altra, ad esempio quando siamo in seggiovia o in ovovia, in modo da ripristinare il flusso sanguigno. “Ovviamente questo dipende dalla tipologia di sciatore, perché se è abituato ad avere ai piedi uno scarpone stretto e preciso, allora il consiglio funziona, ma nel caso di un turista che li usa morbidi e allentati questo passaggio non è necessario perché di certo non bloccano la circolazione del piede”. Ma aprire i ganci non significa solo allentare le leve basse, ma anche quelle alte, compreso il booster, cioè la parte sopra di velcro che lega lo scarpone a tibia e polpaccio. “Se teniamo i ganci chiusi blocchiamo la circolazione, di conseguenza il sangue fa fatica a passare e chiaramente il piede si raffredda, al contrario se lo scarpone è aperto il ripristino della circolazione sanguigna agevola la sensazione di calore ai piedi”. 

Scegli una scarpa comoda post sciata

Finita una giornata di sci non c’è sensazione più bella di infilare ai piedi una scarpa comoda e tornare ad avere il massimo della sensibilità dalle punte delle dita fino al tallone. Molti atleti professionisti scelgono calzature comode da mettere, come ad esempio i doposcì Podium. Grazie agli inserti “Sensor3” che riducono i punti di pressione sul piede, la vestibilità appare più morbida e la circolazione migliore. Ovviamente la scelta dipende dal livello di comfort che si cerca in una camminata in paese. Comode e confortevoli sono anche le pantofole Chalet, facili da infilare e sfilare in qualsiasi momento. Per chi invece deve saltare in macchina e mettersi alla guida, meglio optare per una scarpa chiusa, magari con dei lacci, che non ostacoli il movimento dei piedi su acceleratore e freno. “Anche se quasi nessuno è abituato a farlo, il mio consiglio è, oltre alla scarpa, di mettere una calza asciutta, perché il piede a fine giornata è umido sia per il freddo che per il sudore “. 

Fai controllare lo scarpone da un bootfitter

Ogni piede è diverso: c’è chi patisce di più lo scarpone, chi meno, chi invece nemmeno si accorge di averlo mentre scia perché gli calza a pennello. Per eliminare fastidi ed eventuali dolori dovuti ad una particolare conformazione della pianta, delle ossa o del collo del piede, il consiglio è di fare visita a un bootfitter che sia in grado di personalizzare lo scarpone in base ai punti critici e ai piccoli difetti. “Se ad esempio hai una piccola crescita o piuttosto un ossicino sporgente tipo malleolo, lo scafoide, il cuboide, il tecnico può intervenire con una lavorazione mirata che ti risolve il problema”. Come rimedio “fai da te”, che aiuta ad attenuare il fastidio temporaneamente, ma che non esclude assolutamente la supervisione di un tecnico, c’è la soletta rialzata per l’interno scarpone, oppure i cerotti in silicone, utili ad evitare lo sfregamento della parte interessata con lo scarpone. “Se sei in settimana bianca oppure durante un weekend in montagna inizi a sentire un leggero fastidio, allora puoi optare per questa soluzione temporanea, ma si tratta solo di un palliativo perché la cosa migliore per eliminare il problema resta modificare lo scafo”. 

Se hai sempre freddo ai piedi, prova questi

Ci sono sciatori che tendono ad avere sempre freddo, indipendentemente dall’uso di calze impermeabili, da scarponi asciutti o da ganci allentati. Questo dipende dalla circolazione sanguigna, che probabilmente non riesce a pompare correttamente negli arti inferiori e superiori. Pensiamo anche solo ai maestri che si trovano a sciare per diverse giornate consecutive a temperature sotto lo zero: il piede patisce parecchio. Come farlo sopravvivere al freddo? Due le alternative consigliate da Macori: la prima è la calza riscaldata, che nell’arco della giornata in pista permette di mantenere una temperatura corporea ottimale. “Funziona bene, ma non è una stufa a pellet, per cui si ha una semplice sensazione di tepore al piede che parte dalla zona anteriore e arriva fino a quella posteriore”. Altra alternativa contro il freddo persistente sono “delle resistenze che vengono impiantate sul plantare posteriore dello scarpone attraverso una batteria e che hanno lo stesso effetto della calza”. 

Condividi questo articolo

Articoli simili