guanti e calze da sci
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Guanti e calze da sci: l’importanza di proteggere le estremità 

Mani e piedi sono in assoluto le parti che patiscono più il freddo. Quando ci troviamo in alta montagna infatti il nostro corpo prende il sangue dalle estremità (mani e piedi) e lo concentra verso gli organi vitali, che detta in maniera semplice ma concreta si trovano verso il centro dell’organismo. Ecco perché è fondamentale proteggere mani e piedi con abbigliamento da sci di alta qualità e protezioni termiche efficaci contro sbalzi di temperatura e intemperie.

I 3 parametri del guanto: isolamento, impermeabilità e traspirabilità

Il freddo è il nemico numero uno degli appassionati di sport invernali: non solo perché può influire sulle prestazioni sportive e sulla sicurezza in pista, ma anche perché può provocare spiacevoli sensazioni di intorpidimento, perdita di destrezza, se non addirittura geloni alle mani o ai piedi. In cima alla classifica degli accessori da non sottovalutare mettiamo i guanti, che nello sci devono offrire la miglior combinazione di calore, protezione e agilità. Tre i parametri che fanno la differenza: isolamento, impermeabilità e traspirabilità. Per scegliere il giusto livello di pesantezza dei guanti bisogna affidarsi alla sensibilità personale ma sarà utile anche considerare a che temperature stiamo andando incontro. Se siete sciatori abituali, che frequentano la montagna da Dicembre ad Aprile, allora sarà necessario avere un paio di guanti primaverili ed un paio di guanti per le giornate invernali più rigide. Da non escludere l’alternativa che emulando quanto si fa ormai abitualmente per giacche e pantaloni da sci, prevede una copertura a strati. In questo caso, suggeriamo la combo sottoguanto interno aderente e sottile più guanto impermeabile ed anti-vento.

Guanti da sci tradizionali, moffole o ibridi: cosa cambia?

In commercio esistono diversi tipi di guanti da sci: quelli tradizionali, le moffole ed i guanti ibridi. Nei guanti tradizionali ogni dito è protetto singolarmente, al contrario delle moffole dove le dita sono a contatto tra loro. Per la soluzione ibrida invece, pollice e indice sono separati e il resto delle dita unite. Curiosità: il guanto ibrido è detto “lobster glove” in inglese, perché la forma della mano ricorda in effetti la chela di un’aragosta. I classici guanti da sci facilitano l’agilità e portano ad avere una presa salda sui bastoncini da sci. Ovviamente con le dita libere è anche più facile aprire la cerniera della giacca o sganciarsi gli scarponi. Le moffole invece, facili da sfilare e infilare, sono la scelta migliore per chi ha mani sensibili e patisce di più il freddo, perché le dita si scaldano a vicenda quando sono a contatto tra loro (esiste anche un tipo di moffole con dita separate all’interno). I guanti ibridi sono solitamente quelli a tre dita e combinano la protezione termica delle moffole alla precisione dei guanti. Il dito medio, l’anulare e il mignolo sono raggruppati tutti insieme, mentre il pollice e l’indice sono separati, per facilitare la presa. 

I materiali

I guanti da sci tradizionali sono spesso realizzati in nylon o poliestere. Si tratta di materiali sintetici che offrono un isolamento efficace per mantenere le mani calde in condizioni di freddo, garantendo allo stesso tempo resistenza all’umidità. L’imbottitura sintetica dei guanti in poliestere ha la caratteristica di trattenere il calore del corpo (poco più della lana o della piuma d’oca che però hanno un maggior potere isolante). Ci sono poi guanti con membrana tipo GoreTex che offrono un livello di protezione ancora maggiore contro le condizioni meteo avverse. Inoltre i guanti in GoreTex sono traspiranti, quasi annullano la spiacevole circostanza di sudorazione delle mani. Per chi ama essere stiloso ed elegante anche in pista, perfetti sono i guanti in pelle. Anche se i guanti in pelle dureranno a lungo, è importante sapere che richiedono una manutenzione regolare per preservare la loro integrità. Inoltre, sebbene la pelle sia naturalmente resistente a molte condizioni, in caso di esposizione prolungata al bagnato o all’umido, il guanto da sci tenderà a deteriorarsi più rapidamente rispetto alle alternative sintetiche. 

Per chi invece ha sentito parlare di guanti riscaldati e ha pensato fossero la soluzione perfetta contro il freddo, la tecnologia alla base di questa tipologia si basa su elementi riscaldanti integrati nel tessuto che permettono di regolare il livello di calore in base alle condizioni ambientali. Il consiglio è di sceglierli esclusivamente se si è davvero sensibili al freddo e soggetti a geloni. In commercio è possibile trovare anche prodotti con protezioni rigide, una scelta quasi obbligata per chi si allena nei pali.

Calze: un accessorio fondamentale al pari dei guanti 

Le calze da sci sono un accessorio fondamentale al pari dei guanti, eppure la loro importanza è spesso sottovalutata. C’è chi è convinto che andare a sciare con un paio di quelle normali, se non peggio i classici calzettoni sportivi, non comporti alcuna conseguenza negativa, perché l’importante è avere ai piedi uno scarpone di alto livello che protegga i piedi dal freddo. Un’idea sbagliata se si considera che le calze da sci sono state appositamente progettate con materiali e tessuti che garantiscano allo sciatore un’ottima traspirabilità e un adeguato isolamento termico, caratteristiche che concorrono a regalarci il giusto grado di comfort durante una giornata in montagna. Un primo accorgimento è di assicurarsi che gli scarponi non siano troppo stretti. A volte infatti ci sembra di avere freddo ai piedi, quindi indossiamo due paia di calze o delle calze spesse che comprimono il piede, andando a complicare la circolazione. Bisogna assicurarsi che gli scarponi siano della giusta misura: né troppo stretti, ma neanche troppo larghi. È bene sapere che a volte un paio di calze sottili funzionano meglio di un paio di classiche calze da sci spesse. 

Calza spessa o sottile?

La calza è meglio spessa o sottile? Può esserti utile sapere che maggiore è lo spessore e maggiore è la resistenza della calza, quindi la sua durata nel tempo. In linea generale, se sei uno sciatore accanito con uno scarpone molto tecnico e stretto, il consiglio è di orientarti sul sottile. Se invece scegli vivi sci per una settimana bianca l’anno, allora meglio optare per una calza più spessa. Da non sottovalutare poi la misura: la calza dev’essere il più “giusta” possibile, cioè deve aderire bene al piede senza creare tessuto in eccesso in nessun punto. Alcuni modelli sono dotati di rinforzi in punti strategici e sollecitati come tallone, pianta e stinco. Questi rinforzi doneranno una protezione extra al piede per evitare tensioni muscolari durante la sciata. Assicurati però che le cuciture siano piatte, in modo da non rischiare di avvertire fastidio durante il contatto con lo scarpone. 

I tessuti top per le calze da sci

I materiali su cui fare affidamento per avere la certezza che i piedi restino al caldo e che l’aria circoli a sufficienza sono lana merino, acrilico, nylon ed elastam. Molti produttori realizzano le calze da sci mixando diversi materiali (naturali e sintetici), ma la lana merino abbinata alle fibre sintetiche riesce ad assorbire e rilasciare all’esterno l’umidità, mantenendo il piede asciutto e ad una temperatura costante. La fibra sintetica rende inoltre la calza più duratura ed elastica, permettendole di aderire bene al piede. Tra i materiali utilizzati per la creazione delle calze da sci anche la fibra d’argento, che permette di eliminare un grande spettro di microbi, riducendo quindi i cattivi odori. In più, la fibra d’argento aiuta a dissipare il calore in eccesso e ad assorbire le cariche elettriche generate durante l’attività fisica. Il cotone, al contrario, non è consigliato in quanto tende ad assorbire il sudore, creando una sensazione di freddo e bagnato poco piacevole soprattutto quando si indossano gli scarponi da sci.

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